Claudio Zucchelli

sabato 25 aprile 2020
COSTITUZIONE E GOVERNO

Un famoso giurista ha rilasciato una intervista durissima criticando la violazione delle libertà costituzionali perpetrata dal Governo con il pretesto della pandemia. Qualche giorno più tardi, in un talk show, discettava delle misure necessarie per garantire la riservatezza (conservazione e cancellazione dei dati etc.) dando per scontato che l’App di tracciamento dei cittadini si sarebbe introdotta. Allo stesso modo, ormai sui media non si discute più se adottare l’App o no, ma come adottarla.
Un politico dell’area di Governo, alla precisa domanda se essa sarà obbligatoria o no, ha ripetuto la dichiarazione di Conte circa la sua volontarietà, ma alla domanda se i gestori dei trasporti, come Alitalia, potranno rifiutare il passeggero privo di App, rendendola così di fatto obbligatoria anche se volontaria, non ha saputo rispondere e ha bofonchiato cose generiche.
Ho raccontato ciò perché è indicativo del pensiero che il Governo è riuscito ad instillare nei cittadini. Il ricatto della paura, alimentata dalla carenza di informazioni e dalla oggettiva ignoranza di fenomeni così complessi, ci sta facendo accettare la massima delle violazione dei nostri diritti costituzionali: il controllo h 24 di tutti i nostri movimenti. L’ideale di qualsiasi Governo dittatoriale. Altro che Ovra e KGB!
Lo Stato, ci insegnano i padri liberali della Patria italiani, ma anche francesi e soprattutto americani, è un male in sé, anche se necessario. E’ un male perché, per svolgere i suoi compiti, esso ha bisogno di esercitare una violenza sulla libertà della persona. Una violenza accettata dal popolo perché talvolta indispensabile (basti pensare alla carcerazione di un delinquente), ma che deve essere regolamentata e controllata. Le costituzioni, come insegnavano Jefferson, Hamilton, Tocqueville, Washington, Lincoln, Silvio Spaventa, servono appunto per preservare i cittadini dal prepotere dello Stato, impedire che lo Stato si trasformi nel Leviatano, il padrone assoluto delle nostre vite.
Sospendere la costituzione, quindi, è atto gravissimo, che abbiamo sino ad oggi sopportato, non giustificato, per necessità e dando fiducia al Governo. Ma ora che passiamo alla fase due è venuto meno quello stato di emergenza che ci ha fatto ingoiare obtorto collo tutte le misure restrittive. La fase 2 è la fase della ripresa, nella quale, per definizione, si deve controllare un fenomeno in recessione, non in espansione ed è palesemente contradditorio e assurdo introdurre nella fase in cui l’emergenza è per definizione passata, una misura ancora più invasiva di quelle adottate nella fase dell’emergenza.
Temo che non sia che un modo per abituarci ad una situazione di sudditanza che solletica la volontà di qualcuno.
Sia chiaro, occorre  sempre vigilare nei confronti del Governo, non solo di questo Governo, ma di qualsiasi, in qualsiasi Paese e in qualsiasi epoca storica. Per questo amo e difendo la Costituzione che è la mia sovrana e guardo sempre con attenzione ciò che fa il Governo che dovrebbe essere il mio servo, ma spesso è tentato di diventare il mio padrone.
Quindi, chi ci garantisce che, chiusa definitivamente la pandemia magari con strascichi che arriveranno anche ad un anno, non subentri poi una nuova emergenza sanitaria o come tale presentata, un altro qualsiasi pretesto per rendere questa misura da volontaria a obbligatoria, da temporanea a permanente?
Non si tratta di questioni personali nei confronti degli attuali politici, tutti sicuramente brave persone, ma di una questione istituzionale e di filosofia dello Stato. Non siamo bestie di un branco che stanno insieme solo per cacciare, ma uomini liberi che cooperano tra loro, Nella libertà.

venerdì 17 aprile 2020
Chi dirige la politica in Italia

CHI DIRIGE LA POLITICA IN ITALIA ?

Prosegue tra l’indifferenza dell’opinione pubblica e, ancor peggio, degli addetti ai lavori, lo smontaggio dell’impianto costituzionale del Paese.
Al meccanismo illegittimo dei DPCM incidenti sulle libertà costituzionali senza coinvolgere il Parlamento, si aggiunge il metodo, caro ai governi autoritari, della creazione di “comitati di esperti” politicamente e culturalmente omogenei al Governo, dalle cui conclusioni “scientifiche” far discendere una copertura razionale e indiscutibile a misure altrimenti inaccettabili.
Sono tre le c.d. task force create dal Governo Conte.
A) il “gruppo di lavoro data-driven per l’emergenza Covid-19” incaricato di scegliere l’app che dovrebbe permettere il tracciamento di tutti gli spostamenti di una persona.
B) La seconda per il contrasto alle notizie false (fake news) istituita presso la PCM.
C) La terza, il Comitato economico sociale, istituito presso la PCM per “fronteggiare l’emergenza epidemiologica Covid-19, nonché per la ripresa graduale nei diversi settori delle attività sociali, economiche e produttive, anche attraverso l’individuazione di nuovi modelli organizzativi e relazionali, che tengano conto delle esigenze di contenimento e prevenzione dell’emergenza.”

giovedì 26 marzo 2020
L'OCCASIONE FA L'UOMO LADRO

Come approfittando della emergenza si uccide la democrazia

"Necessitas non habet legem, sed ipsa sibi facit legem." (Publilio Sirio, I sec. a.c.).

L'emergenza giustifica l'adozione di misure straordinarie, le quali per definizione sono "extra ordinem", cioè fuori dell'ordine giuridico normale e in contrasto parziale con esso e i suoi principi.

Se ciò è da un lato necessario per fronteggiare uin pericolo esiziale, dall'altro occorre vigilare perchè non costituisca occasione e pretesto per un rivolgimento dell'ordine costituzionale.

La situazione di marasma attuale, indotta da comportamenti non appropriati del Giverno, presenta forti rischi in tal senso.

Quale la giusta strada da intraprendere?

 

 

Per un approfondimento etico consulta: http://www.umanesimocristiano.it/

 

giovedì 22 giugno 2017
Soppressione del Corpo Forestale dello Stato. Spunti di riflessione in relazione alle competenze regionali.

Il CFS nasce nel 1822 con compiti strettamente connessi alla gestione delle foreste. Le sue funzioni, sin dall'inizio, furono rivolte a garantire la conservazione e il miglioramento del patrimonio forestale. Si allargarono successivamente alla selvicoltura, gestione dei boschi, controllo della caccia, rimboschimenti, lotta agli incendi boschivi, tutela delle aree protette, realizzazione di opere per la difesa idrogeologica (briglie, sistemazione dell'alveo dei fiumi, manufatti) e per la fissazione delle dune in numerose aree del Paese.
Il Corpo nasce quindi con specifiche e precipue competenze tecniche in materia di flora e di fauna, il corrispondente nell’ottocento e nella prima metà del novecento delle attuali funzioni in materia di ambiente.
Per tali motivi esso è da sempre l’unico depositario e il promotore di saperi specifici e specialistici non in possesso di alcun altro organo o Corpo dello Stato.

lunedì 12 giugno 2017
La riforma costituzionale del 2016

Queste note sono dedicate a illustrare tecnicamente i nuovi meccanismi introdotti dalla riforma costituzionale del 2016. Non si tratta di un commento nel merito ma solo della spiegazione, con linguaggio semplice, dei nuovi istituti o della modifica di quelli preesistenti. Non esprimiamo giudizi di merito, salvo alcune osservazioni tecniche là dove le norme appaiano chiaramente dubbie, confuse o tecnicamente inefficaci.

  • La riforma costituzionale si può suddividere, per comodità espositiva, in cinque blocchi
  • Composizione ed elezione del senato Artt. 56, 57, 58, 59 e 63.
  • Ruolo e funzioni del Senato e procedimento legislativo, artt. 70, 71, 72, 73, 74,
  • Riforma del Titolo V – Competenze legislative regionali, artt. 116, 117, 118, 119, 120
  • Modifica ai poteri e alla elezione del Capo dello Stato, artt. 83, 85, 88
  • Disposizioni varie:
    • garanzia dei diritti delle minoranze, art. 64;
    • democrazia diretta: proposte di legge popolare, art. 71 e referendum, art. 75;
    • soppressione delle provincie, art. 114;
    • equilibrio uomo donna, art. 122;
    • modifica ad alcune funzioni della Corte Costituzionale, art. 134 e art. 13 della relativa legge costituzionale, e alla sua composizione, art. 135;
    • soppressione del CNEL, art. 40;
    • nuovi principi costituzionali nell’amministrazione, art. 118;
    • costituzionalizzazione di principi in materia di finanza locale, art. 119;
    • diversa competenza per l’autorizzazione a procedere nei confronti dei senatori, art. 5 della legge costituzionale n. 1 del 1989.

Anche altri articoli sono stati modificati o per garantire il coordinamento con le modifiche o comunque per apportare modifiche di minore rilevanza.

lunedì 26 giugno 2017
La trasparenza negli appalti e la legge anti – corruzione

Credo che anche questo fenomeno come tutti i fenomeni della vita cui è necessario garantire un’attenzione a fini regolatori quindi giuridici, debba essere analizzato non solo utilizzando le categorie propriamente giuridiche, ma anche quelle economiche. Il diritto, infatti, è solo la proiezione nella sfera deontica delle relazioni economiche che s’instaurano tra i soggetti della società, intendendo per relazioni economiche non solo quelle basate sul denaro, ma più propriamente quelle nelle quali si applichi la metodologia di scelta propria dell’homo oeconomicus paretiano, cioè l’uomo che sceglie comparando costi e benefici (anche non monetario-finanziari) e trovandone il punto di equilibrio più consono alla propria utilità oltre che al profitto: il massimizzatore razionale.

L’analisi economica del diritto, quindi, è approccio essenziale per comprendere i fenomeni e la loro regolazione.

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